Girotondo intorno al Cav./10
E se lo facesse per incoraggiare Monti?
Uno dei brutti sintomi dello scenario politico italiano è che Silvio Berlusconi da quasi vent’anni ne è il motore immobile. Il bipolarismo si è fatto pro o contro di lui. Le coalizioni nascono o muoiono pro o contro di lui. I girotondi si fanno pro o contro di lui. I giornali, salvo rare eccezioni, si vendono pro o contro di lui. (Per questo il ritorno del Cav. ha reso più felici i suoi nemici che i suoi alleati). Lo spread conta pro o contro di lui. Il merito delle riforme conta o no se c’entra lui o no. Eccetera eccetera. di Daniele Bellasio Leggi l'intervento di Pietrangelo Buttafuoco - Leggi l'intervento di Piero Ostellino - Leggi l'intervento di Francesco Giavazzi - Leggi l'intervento di Ernesto Galli della Loggia - Leggi l'intervento di Ritanna Armeni - Leggi l'intervento di Lanfranco Pace - Leggi l'intervento di Antonio Padellaro - Leggi l'intervento di Peppino Caldirola - Leggi l'intervento di Luca Ricolfi
9 AGO 20

Pubblichiamo il decimo di una serie di interventi apparsi sul Foglio di oggi sul ritorno politico di Berlusconi. Altri seguiranno sul sito nel corso della giornata.
Uno dei brutti sintomi dello scenario politico italiano è che Silvio Berlusconi da quasi vent’anni ne è il motore immobile. Il bipolarismo si è fatto pro o contro di lui. Le coalizioni nascono o muoiono pro o contro di lui. I girotondi si fanno pro o contro di lui. I giornali, salvo rare eccezioni, si vendono pro o contro di lui. (Per questo il ritorno del Cav. ha reso più felici i suoi nemici che i suoi alleati). Lo spread conta pro o contro di lui. Il merito delle riforme conta o no se c’entra lui o no. Eccetera eccetera.
Stavolta la sensazione è che perfino lui avrebbe fatto e farebbe certamente a meno di ridiscendere in campo. In effetti, non si sa nemmeno ancora ufficialmente se sia ridisceso davvero in campo e in che forma, anche se ovviamente in realtà non ne è mai uscito. Solo che oltre che immobile prima pareva anche spento. Ora ha dato, anzi, ha fatto dare una sgasata ai suoi, per rimettere in moto la (sua) politica. E’ come se avesse rimesso sul tavolo della trattativa la sua (ri)uscita dal campo. Lo fa per convincere Monti a continuare il lavoro anche da leader politico? Lo fa per convincere qualche outsider a darsi una mossa e a prendere la guida di un nuovo centrodestra? Lo fa per risvegliare le sue truppe, rinsaldando gli schieramenti avversari su vecchie formazioni e formule, impedendo così la nascita di nuove forze? Lo fa per salvare il salvabile della sua eredità politica e portare una corposa minoranza in Parlamento? Il sintomo è brutto anche perché il problema non è perché lo fa lui, ma perché non lo fanno gli altri.
di Daniele Bellasio
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